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POLINVERSI OLTRE

Letteratura, poesia, arte

Una poesia di Mario De Benedetti


A DOMANI

Sto per chiudere gli occhi a bassa voce
sto per entrare a tentoni nel sonno.
In questo istante l’odio non lavora

per la morte sua povera padrona
la volontà sospende il suo battito
e io mi sento distante, così piccolo

che invoco Dio, ma non gli chiedo
niente, a patto di condividere appena
questo universo che abbiamo conseguito

con le cattive e a volte con le buone.
Perché il mondo sognato non è lo stesso
che questo mondo di morte a piene mani?

Il mio incubo è sempre l’ottimismo:
dormo debolmente, sogno che son forte,
ma il futuro attende.
È un abisso.

Non dirmelo quando mi sveglio.

Mario De Benedetti

https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_De_Benedetti

Una poesia di Griselda Doka


Lasciatala stare, la Madre
fate cadere, dunque, ogni pietra, ogni muro, ogni nome
ma la Madre, lasciatela in pace
e tu figliola, non aver paura di nulla,
tranne del Padre
riguardati da lui e se fosse necessario
anche da tuo fratello,
ma sopra tutte le cose
riguardati da Dio
quando lo trovi inginocchiato
in quel momento
dimentica tua madre e il suo ventre,
dunque, riguardati, figliola, riguardati da Lui
quando ti accoglie per proteggerti
con le unghie e con i denti

Griselda Doka, da Il leggero transito delle parole, 2023

Una poesia di Rocco Scotellaro


IMPROVVISA LA SERA

Improvvisa la sera ci ha toccati
me, le mie carte, la pezza di luce
sui mattoni della stanza.

È tanto imbrunito
che mi sento addosso paura.
Ha ripreso la vita
dei piccoli rumori.
Sono sui tetti le anime
dei morti del vicinato,
camminano sulle zampe dei gatti.

Rocco Scotellaro

https://it.wikipedia.org/wiki/Rocco_Scotellaro

Una poesia di Franco Loi


Dentro la parola persa io mi perdo,
divento le cose del mondo, l’aria che passa,
quella parola che sta dietro l’aria
e si fa chiara agli occhi che stanno nel tempo;
e se io parlo non so chi è a parlare,
è il vento che parla nel mio sentimento,
che niente si fa dal niente, e nel pensare
la voce che mi chiama mi viene dentro.

Franco Loi

https://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Loi

Una poesia di Amelia Rosselli


MIO ANGELO, IO NON SEPPI MAI QUALE ANGELO…

Mio angelo, io non seppi mai quale angelo
fosti, o per quali vie storte ti amai
o venerai, tu che scendendo ogni gradino
sembravi salirli, frustarmi, mostrarmi
una via tutta perduta alla ragione, quando
facesti al caso quel che esso riprometteva,
cioè mi lasciasti.

Non seppi nemmeno perché tra tanti chiarori
eccitati dell’intelletto in pena, vi
furono così sotterranee evoluzioni d’un
accordarsi al mio, al vostro e tuo bisogno
d’una sterilità completa.

Eppure eccomi qua, a scrivere versi,
come se fosse non del tutto astratto
alla mia ricerca d’un enciclopedico
capire quasi tutto a me offerto senza
lo spazio di una volontà di ferro a controllare
quel poco del tutto così mal offerto.

Amelia Rosselli, da Documento, 1976

https://it.wikipedia.org/wiki/Amelia_Rosselli

Una poesia di Maria Allo

A frantumare la terra tra le palme
è già morte in questo futuro
di amputazioni.
Siamo fessure nel deserto,
memorie sommerse
in bilico a una rivelazione
dentro un macigno di parole.
Viviamo consumati nel disordine
noi arsi di grafemi
ma i nessi da consegnare ai giorni dissidenti
sono cocci che svuotano l’attesa.
Si oscura alle mie spalle
la parola, sola testimone
impercettibile di levità già nel nascere
fino al morire.
Mi lascerò cadere
come scivolando su un libro chiuso .
Tu associa i miei scritti
alla tua pace
Tu sii il pianto che penetra quel vuoto
la luna che riverbera nel dormitorio delle attese.
Sii la fede che tiene un’idea
la noce che assottiglia la cenere
la grata rivolta al cielo
mai addomesticata dai colombi

Maria Allo, da “Solchi” 2016

https://nugae11.wordpress.com/

Una poesia di Paul Éluard


NOI DUE

Noi due tenendoci per mano
Ci crediamo dovunque a casa nostra
Sotto l’albero dolce sotto il cielo nero
Sotto ogni tetto nell’intimità
Nella strada vuota in pieno sole
Negli occhi vaghi della folla
Accanto a saggi e a folli
Tra i fanciulli e gli adulti
L’amore non è fatto di misteri
Noi siamo l’evidenza stessa
Credono d’essere a casa nostra
Tutti gli innamorati.

Paul Éluard

https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_%C3%89luard

Una poesia di Doris Bellomusto


LA SERPE SENZA MELA

Non so essere altro
che vento e nuvola.
Non conosco la quiete
delle foglie morte.
Non so dire niente
senza ridere di me.
Non so fare inversione
senza vomitare il cuore
sul ciglio della strada.
Non conosco la mia schiena
non so se il sonno mi deforma il viso.
Conosco la lingua
che scioglie il mio nome
e fa di me la serpe
senza mela.

Doris è nome impuro e senza rima.

Doris Bellomusto, da Nuda, Landolfi 2022

https://www.ladolfieditore.it/index.php/it/chi-siamo/autori/bellomusto-doris.html

Una poesia di Konstantinos Kavafis


PER QUANTO STA IN TE

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

Konstantinos Kavafis

https://it.wikipedia.org/wiki/Konstantinos_Kavafis

Una poesia di Gina Labriola


UN’ALTRA NASCITA

Oggi sono nata.
Tutto ciò che è stato
le lacrime che ho pianto
le cose che ho avuto
o non avuto
i figli che ho generato
le monete come chicchi di grandine
mi davano spiccioli di tempo
monete, foglie sporche d’autunno
nella follia del vento,
gli uomini
che ho voluto e non mi hanno guardata,
gli uomini
che mi hanno guardata e che non ho voluto,
le mie battaglie vinte,
le mie battaglie perdute,
tutto
non era che l’attesa dell’oggi.
Tutto può succedere,
oggi.
Lacrime e sangue di ieri
concime
per il fiore di domani.

Gina Labriola

https://it.wikipedia.org/wiki/Gina_Labriola

Una poesia di Rafael Alberti


BALLATA DI CIO’ CHE DISSE IL VENTO

L’eternità potrebbe essere benissimo
solamente un fiume
essere un cavallo dimenticato
e il tubare
di una colomba smarrita.

Quando l’uomo si allontana
dagli uomini, viene il vento
che subito gli dice altre cose,
aprendogli le orecchie
e gli occhi ad altre cose.

Oggi mi sono allontanato dagli uomini,
e solo, in questo baratro,
a lungo guardavo il fiume
e ho visto soltanto un cavallo
e ho udito solamente
il tubare
di una colomba smarrita.

E il vento allora si è avvicinato,
come di sfuggita,
e mi ha detto:

L’eternità potrebbe essere benissimo
solamente un fiume,
essere un cavallo dimenticato
e il tubare
di una colomba smarrita.

Rafael Alberti

https://it.wikipedia.org/wiki/Rafael_Alberti

Una poesia di Sergio Daniele Donati


SUL CRINALE

Sul crinale, tra ciglia e polveri
sta,
fermo e paziente,
un pensiero; uno solo.

Un presagio dalla gemina scrittura,
sta là,
tra ascisse e coordinate
dell’esistenza.

Là, stanno
trasformazione e stupore,
dopo ogni passo,
prima del successivo.

Là, sul crinale,
passato e presente
e futuro
giocano geometrie inusuali.

Passano di là,
sul crinale,
infinite parallele
alla retta del desiderio,

e là, sul crinale,
gioca con dadi
truccati
il dio dell’inganno.

Sul crinale, tra ciglia
e polveri, sta,
fermo e paziente,
un presagio; uno solo.

E tace l’intento,
e tace lo sguardo,
e tace l’oblio, là,
sul crinale della memoria.

Sergio Daniele Donati, da Il canto della Moabita, Ensamble 2021

https://www.leparoledifedro.com/

Una poesia di Giorgos Seferis


Piango il sole e piango gli anni che verranno
Senza di noi e canto gli altri passati
Se veramente sono

Confidenti i corpi e le barche che sbattono dolcemente
Le chitarre che accendono e spengono sotto le acque
I “credimi” e i “non”
Ora nel vento ora nella musica

E le nostre mani, due piccole bestie
Che furtive cercavano di salire l’una sull’altra
Il vaso di brezza negli aperti cortili
E i frammenti di mare che ci seguivano
Fin dietro le siepi e sopra i muri a secco
L’anemone che si depose nella tua mano
E tremò tre volte il viola tre giorni sopra le cascate

Se tutto questo è vero io canto
La trave di legno e l’arazzo quadrato
Alla parete, la Gorgone con i capelli sciolti
Il gatto che ci guardò nel buio
Bambino con la croce vermiglia e l’incenso
Nell’ora che sull’impervia scogliera scende la sera
Piango la veste che sfiorai e fu mio il mondo.

Giorgos Seferis, È presto ancora, Donzelli 2011

https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgos_Seferis

Una poesia di Pier Paolo Pasolini


SUPPLICA A MIA MADRE

È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

Pier Paolo Pasolini

https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini

Una poesia di Ernest Hemingway

TU SEI I TUOI ANNI

Tu non sei i tuoi anni
né la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette delle tue guance.

Sei tutti i libri che hai letto
e tutte le parole che dici,
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte
quando sapevi di esser tutta sola.

Sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.

Sei fatta da così tanta bellezza,
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso
di esser tutto quello che non sei.

(Ernest Hemingway)

https://it.wikipedia.org/wiki/Ernest_Hemingway

Una poesia di Nina Maroccolo


I PIEDINI TRA I PETALI

Quando ero bambina
camminavo un giorno d’inverno
con le scarpe della domenica,
e portavo un canto di gioia nelle tasche.
Non faceva freddo. Faceva il semplice esistere.
Mi accorsi della vita quando
la mia ombra si appoggiò a un albero,
poi affondai i piedini tra i petali e i velluti bianchi.

Quando ero bambina
ricordo la vastità sopra di me.
Quello era il cielo del 21 gennaio
e mamma mi regalò una galassia filata di zucchero.
Ma intanto dentro le tasche la neve diventava acqua
i vestiti si facevano pesanti e io
avevo paura di sciogliermi.
Mamma, dissi, sto diventando liquida.

Mamma, dissi, fammi stare con la mia ombra
seduta ai piedi dell’albero.
È secco, senza foglie e senza germogli.
Se mi sciolgo diventerò una preghiera d’acqua,
così lui fiorirà. Con il mio amore tornerà a vivere,
l’amore lo consegnerà all’universo, e nell’universo
l’albero della mia ombra sorgerà per la prima volta.
Quella luce così chiara sarà chiamata
La costellazione dei mandorli in fiore.

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Una poesia di Marina Cvetaeva

INDIZI

Come spostando pietre:
geme ogni giuntura! Riconosco
l’amore dal dolore
lungo tutto il corpo.
Come un immenso campo aperto
alle bufere. Riconosco
l’amore dal lontano
di chi mi è accanto.
Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo. Riconosco
l’amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.
Vandalo in un’aureola
di vento! Riconosco
l’amore dallo strappo
delle più fedeli corde
vocali: ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.
Riconosco l’amore dal boato
– dal trillo beato –
lungo tutto il corpo!

(da Poesie – Traduzione di Pietro Antonio Zveteremich)

https://it.wikipedia.org/wiki/Marina_Ivanovna_Cvetaeva

Una poesia di Camillo Sbarbaro

PADRE, ANCHE SE TU NON FOSSI IL MIO

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
per te stesso egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.

E di quell’altra volta mi ricordo
che la sorella mia piccola ancora
per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia avea fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura ti mancava il cuore:
ché avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia, e tutta spaventata
tu vacillante l’attiravi al petto,
e con carezze dentro le tue braccia
l’avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo ch’era il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

Portami ancora per mano – Poesie per il padre, Crocetti 2001

https://it.wikipedia.org/wiki/Camillo_Sbarbaro

Una poesia di Marina Minet


RIFIUTO

La sera è rinuncia saldata in gole schiuse
un salto nel buio a caccia di sapori
e l’alba a volgerlo in distacco
lascia l’amaro fra mani che lui sa
ne allevieranno crine in canto

Tu sei un varco inviolato
brillo di paure in prati limitati
e ad ammirare il passo
di rotte arcuate
senza avviso
menti solamente ad ombre
vestendo scarpe vagabonde
d’alloro e carezze

L’utilità stringe sagome insolite
tenendo occhi attenti
a punti sciupati in arresti
di solitudini inarcate al vento.
Solo sinfonie nell’andar via
a schiudere pori
per legarli ancora in note basse.
Liberano.
Arginano.
Svestendo senza tocco

Non è abbandono il nome mio
né solitudine o rivalsa
solo un lento amarsi dentro
un darsi polvere al poi farne sostegno.
E rose in dono, mai dipingeranno a vermiglio
palmi proni sui viali dell’addio.
Di te conserverò parole mute
comete a grappoli
strette fra le ali dei cigni di Tschaikowsky

Marina Minet, da Le Frontiere dell’anima, Liberodiscrivere 2006

rituali marina minet

Una poesia di Cesare Pavese


HAI UN SANGUE, UN RESPIRO

Hai un sangue, un respiro.
Sei fatta di carne
di capelli di sguardi
anche tu. Terra e piante,
cielo di marzo, luce,
vibrano e ti somigliano –
il tuo riso e il tuo passo
come acque che sussultano –
la tua ruga fra gli occhi
come nubi raccolte –
il tuo tenero corpo
una zolla nel sole.

Hai un sangue, un respiro.
Vivi su questa terra.
Ne conosci i sapori
le stagioni i risvegli,
hai giocato nel sole,
hai parlato con noi.
Acqua chiara, virgulto
primaverile, terra,
germogliante silenzio,
tu hai giocato bambina
sotto un cielo diverso,
ne hai negli occhi il silenzio,
una nube, che sgorga
come polla dal fondo.
Ora ridi e sussulti
sopra questo silenzio.
Dolce frutto che vivi
sotto il cielo chiaro,
che respiri e vivi
questa nostra stagione,
nel tuo chiuso silenzio
è la tua forza. Come
erba viva nell’aria
rabbrividisci e ridi,
ma tu, tu sei terra.
Sei radice feroce.
Sei la terra che aspetta.

Cesare Pavese, da “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, Einaudi, Torino, 1951

https://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Pavese

Una poesia di Antonia Pozzi


Per troppa vita che ho nel sangue
tremo
nel vasto inverno.

E all’improvviso,
come per una fonte che si scioglie
nella steppa,
una ferita che nel sonno
si riapre, perdutamente nascono pensieri
nel deserto castello della notte.

Creatura di fiaba, per le mute
stanze, dove si struggono lampade
dimenticate,
lieve trascorre una parola bianca:
si levano colombe sull’altana
come alla vista del mare.

12 gennaio 1935

( Sgorgo – Antonia Pozzi, 12 Gennaio 1935 )

https://it.wikipedia.org/wiki/Antonia_Pozzi

Una poesia di Maria Luisa Spaziani


Non chiedermi parole, oggi non bastano.
Stanno nei dizionari: sia pure imprevedibili
nei loro incastri, sono consunte voci.
È sempre un prevedibile dejà vu.
Vorrei parlare con te − è lo stesso con Dio −
tramite segni umbratili di nervi,
elettrici messaggi che la psiche
trae dal cuore dell’universo.
Un fremere d’antenne, un disegno di danza,
un infinitesimo battere di ciglia,
la musica-ultrasuono che nemmeno
immaginava Bach.

Maria Luisa Spaziani, “Non chiedermi parole oggi non bastano”, da “La traversata dell’oasi”, Poesie d’amore 1998-2001, Mondadori, 2002

https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Luisa_Spaziani

Una poesia di Leonardo Sinisgalli


SON QUESTE LE NOSTRE SPERANZE

Chi si perde di coraggio,
chi muore di paura?
Davanti a noi si apre un tempo
di grande avventura.
Teniamoci pronti per un lungo viaggio.
Forse il Saggio si duole ora
d’averci lasciato così indietro,
un po’ deboli, un po’ persi.
Ma accorcerà le distanze,
 ci porterà per mano
in giro per l’universo.
Sono queste le nostre speranze.

Leonardo Sinisgalli

https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Sinisgalli

Una poesia di Wystan Hugh Auden

BLUES IN MEMORIA

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforti e fra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.
Incrocino gli aereoplani lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano i guanti di tela nera.
Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed il mio Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: avevo torto.
Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;
perché ormai nulla può giovare.

Wystan Hugh Auden, da “La verità, vi prego, sull’amore”, Adelphi Edizioni, 1994

https://it.wikipedia.org/wiki/Wystan_Hugh_Auden

Una poesia di Beppe Salvia


ELEGIA

I

torniamo nella via deserta e bianca

al mondo dove i suoni sono tanto

più nudi che non qui dove la nuda

nostra nuova terra dei boschi tanto

chiara di neve tanto silenziosa

non ci fa beffe non sorride, soli

felici nudi siamo silenziosa

deserta via nei cieli delle stelle,

i cieli dove schermano i rondoni

quei loro battibecchi senza suoni,

e i baci i belli più di quei bei voli,

ridi nascondi mi nascondi gli occhi

tu fai la luna l’oca bianca ronda

nuova nei cieli nuda silenziosa

Beppe Salvia da Cuore

https://it.wikipedia.org/wiki/Beppe_Salvia

Una poesia di Fabio Pusterla


FIORE, DIRUPO

Sarà stato un mattino, uno solo: qualcosa
come una luce inattesa irradiante
dietro o sotto le nuvole, un rosa disteso
lì fermo davanti al tuo giorno, magari difficile, cupo.
L’audacia dello sguardo: questo ti fu rivelato.
E dopo: essere fedele o tradire
quell’ipotesi di luce. Tutto
sommato non molto di più.
Fa’ i tuoi conti, respira o distogli
lo sguardo da ciò che ferisce, richiama e ti scruta.
Il tuo mucchietto di lucciole, il tuo mucchietto di cenere.
Pesali. Fiore e dirupo.

(da Argéman, 2011)

https://it.wikipedia.org/wiki/Fabio_Pusterla

Una poesia di Maria Pina Ciancio


ESPERIENZE IN CONTROLUCE

I miei sogni si allungano
come ombre straniere
contro giorni distratti
allineati in vecchio frac
sulla poltrona della guerra
e della globalizzazione
Mio nonno su una sedia
di paglia (a-temporale)
chiede di non voler guardare
di non voler sapere
intreccia ricordi
con crepuscoli e albe
e stringe nelle mani
un fazzoletto d’attesa
che odora ancora
di scaglie di bucato

(premiata e pubblicata a cura del Comitato Lune di Primavera nell’Antologia DisArmonie / Perugia 2003)

https://cianciomariapina.wordpress.com/

Una poesia di Davide Maria Turoldo


Niente e nessuno muore
definitivamente,

e perciò Tu sei,
perché sei Tu la Vita.

Tu sei, e tutto vive
tutto è in te che vive.

È altro modo di vivere:
per questo noi pure saremo
per sempre: perché tu sei.

Dio della vita
sei Tu stesso che muori e rinasci,
che continui a nascere in ogni vita.

Vita che vince sulla morte;
causa dell’uomo che continua…

(D.M. Turoldo, Il mistero del tempo)

https://it.wikipedia.org/wiki/David_Maria_Turoldo

Una poesia di Boris Pasternak


UNA STELLA SULLA STRADA DI BETLEMME

Era inverno
e soffiava il vento della steppa.
Freddo aveva il neonato nella grotta
sul pendio del colle.
L’alito del bue lo riscaldava.

Animali domestici stavano nella grotta.
Sulla culla vagava un tiepido vapore.
Dalle rupi guardavano
assonnati i pastori
gli spazi della mezzanotte.

E li accanto, sconosciuta prima d’allora,
più modesta di un lucignolo
alla finestrella di un capanno,
tremava una stella
sulla strada di Betlemme.

Boris Pasternak

https://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Pasternak

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